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Le malattie del coniglio: l'encefalite

L'encefalite è una malattia infettiva provocata da un microsporidio: l’Encephalitozoon Cuniculi.

l’E.Cuniculi è un fungo (una volta veniva classificato come protozoo) parassita endocellulare (che vive cioè all’interno delle cellule) e che si diffonde tramite spore.


Questa malattia, che attacca in primis il sistema nervoso centrale, ma anche, in modo invisibile i reni e gli altri organi primari, nel coniglio, se non diagnosticata per tempo e curata celermente al primo segno di manifestazione, può rivelarsi letale, talora anche in poche ore.

La malattia si trasmette, oltre che per contatto diretto con l’ospite, anche e soprattutto attraverso le spore che vengono emesse dall’organismo ospite in modo discontinuo e non programmabile, attraverso le feci e l’urina.


Le spore possono permanere in stasi per lungo tempo negli ambienti, per cui, in caso di malattia di un animale è necessario disinfettare bene i luoghi in cui il soggetto malato è stato.

Sebbene non si tratti di una vera e propria zoonosi, è bene sapere che il fungo può creare problemi di una certa entità in esseri umani con abbassate difese immunitarie quali le persone trattate con chemioterapici o i malati di AIDS.


La malattia può rimanere latente per lungo tempo, anche per tutta la vita e non dare mai alcun tipo di manifestazione. Le cause di attivazione possono essere molteplici: prima fra tutte è sicuramente una situazione di stress che, come sappiamo, purtroppo, nei coniglietti, altera molto lo stato di resistenza immunitaria. Poi anche molti altri fattori, quali una malattia debilitante, un’alterazione delle difese immunitarie per infezione o altre cause, l’esposizione a condizioni ambientali non ottimali (eccessivo caldo o freddo, sbalzi di temperatura, situazione igienica precaria, ecc.), stati eccitativi particolarmente prorompenti (come nelle competizioni sessuali, per esempio) e altro ancora, possono essere alla base del manifestarsi della malattia, ma talora non è visibile una causa apparente.


Come appena chiarito, la malattia può risultare inattiva e/o del tutto asintomatica così come può improvvisamente attivarsi senza mostrare segni esterni visibili fino a provocare danni irreversibili, ma, nella maggior parte dei casi è possibile cogliere dei piccoli segnali che sono abbastanza indicativi della patologia e che ci devono porre in allarme:

  • Sintomi neurologici con difficoltà di coordinamento degli arti o del corpo; particolarmente è frequente avere l’impressione che cedano gli arti posteriori;

  • Sintomi neurologici con movimenti ripetitivi tipo oscillazione della testa destra-sinistra o alto-basso o movimenti oculari ritmici;

  • Uveite monoculare (un’infiammazione abbastanza evidente di un solo occhio che può apparire arrossato) e/o un occhio con opacizzazioni (tipo inizio di cataratta) o macchie gialle dovute alla formazione di pus all’interno e/o esoftalmo di un solo occhio;

  • Torcicollo con torsione della testa, talora fino alla perdita di equilibrio (questo sintomo può però essere provocato anche da infezioni dell’orecchio, che nulla hanno a che fare con l’encefalite o da particolari effetti di un’infezione da pasteurella multocida) o comunque torsione destrosa o sinistrosa del corpo.

Inutile dire che è indispensabile contattare immediatamente un veterinario esperto in esotici: l’attivazione della malattia può infatti avere effetti distruttivi molto rapidi che possono determinare la morte di un coniglio anche in poche ore, per cui la celerità di intervento è fondamentale.


Come per il blocco intestinale o altre patologie, troppo spesso si tende a dire “domani lo porto” ma bisogna tener presente che “domani” potrebbe essere già troppo tardi

In attesa del veterinario, è comunque bene isolare l’animale e porlo in un ambiente protetto (imbottito) in cui, anche in caso di rotolamento o perdita di equilibrio non possa farsi male.

E’ spesso possibile anticipare il progredire della patologia facendo effettuare esami appropriati: in particolar modo il CIA test consente di verificare e misurare la presenza di anticorpi diretti contro l’antigene E. Cuniculi e sapere se l’organismo è già entrato in contatto con esso. Il sapere della presenza di un alto valore anticorpale ci consente di correre velocemente ai ripari per evitare il progredire o l’attivazione della patologia, effettuando una profilassi atta a diminuire la presenza di E. Cuniculi nell’organismo ospite.

Deve essere chiarito che un esito negativo del test non esime l’animale dall’ammalarsi e anzi, paradossalmente, l’assenza di anticorpi rende il coniglio più fragile e meno reattivo contro il germe qualora vi entrasse in contatto, proprio perché l’organismo non ha in memoria “il calco” per la produzione di anticorpi specifici.


Per quanto riguarda i farmaci sarà il veterinario a stabilire quali sia meglio utilizzare e i relativi dosaggi da somministrare; di solito la scelta cade sull’abbinamento di più prodotti tra cui uno specifico contro l’agente infettante (di solito Albendazolo o Panacur), un antibiotico (molto spesso il Baytril, talora la Procacillina), e un antinfiammatorio/antidolorifico (di solito meloxicam, ma in Talunicasi il veterinario può decidere di utilizzare cortisone per periodi non prolungati => è da ricordare, in proposito, per tutti i farmaci, ma ancor di più per il cortisone, che non devono essere somministrati per iniziativa personale e che, in particolare, il cortisone può comportare serissimi effetti collaterali, per cui NON deve MAI essere usato se non sotto esplicita prescrizione del medico veterinario).


È sempre anche bene tenere in casa una bustina di Critical care, un prodotto che serve per l’alimentazione sostitutiva/forzata da utilizzarsi qualora il coniglietto non mangiasse o fosse debilitato. Esistono molti prodotti per alimentazione sostitutiva, ma certo il Critical care è quello più testato e collaudato che ha mostrato di far fronte egregiamente alla carenza alimentare in caso di necessità.

Sulla busta sono riportate le istruzioni d’uso coi corretti dosaggi; in ogni caso basta diluire il prodotto che si mostra come una polvere a base di erbe, con dell’acqua tiepida fino a trasformarlo in un composto omogeneo semi liquido (non troppo liquido perché l’eccessiva diluizione farebbe perdere le proprietà nutritive, né troppo denso perché non passerebbe dal beccuccio della siringa con cui lo si deve somministrare


Riassumendo in caso di encefalite bisogna:

  • Contattare immediatamente un veterinario esperto in esotici;

  • Mantenere il coniglietto in un ambiente tranquillo e protetto, se il caso imbottito e evitare lesioni, ma possibilmente senza spostamenti o cambiamenti eccessivi che lo pongano in stato di agitazione;

  • Vigilare sulla regolarità sia intestinale che idrica (spesso i coniglietti con encefalite hanno problemi renali per cui i coniglietti bevono e urinano di più o di meno rispetto al solito).

  • Somministrare i farmaci secondo le prescrizioni del veterinario;

  • Fare in modo che l’animale assuma sufficienti liquidi e sia ben idratato.

  • Non lasciare che il coniglietto stia per più di due o tre ore senza cibo e quindi provvedere se necessario ad alimentarlo forzatamente.

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