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Gli alimenti non adatti al coniglio

Alcuni conigli sono indubbiamente più resistenti di altri e possono non mostrano segni evidenti di una cattiva alimentazione, ma l’incidenza di danni provocati da una alimentazione scorretta è statisticamente molto elevata.

Gli alimenti da evitare in modo assoluto perché effettivamente velenosi non sono moltissimi e tra quelli di uso comune sono da indicare soprattutto le patate, le melanzane e la parte verde (foglie e steli) dei pomodori, perché contenenti chianini e sostanze nocive che effettivamente possono intossicare l’organismo.

Per quanto riguarda cereali e semi il loro uso è altamente sconsigliato per altri motivi. Per quanto concerne i cereali, essi non devono essere somministrati come cibo ai conigli perché l’organismo lapino non produce gli enzimi adatti a una corretta digestione di questi alimenti, un po’ come il latte di vacca per i mici per intendersi.

Questi cibi transitano talora senza essere assimilati, ma, più spesso vengono assorbiti e immagazzinati in modo scorretto nell’organismo, provocando obesità e appesantimento di tutti gli organi e delle strutture dell’animale.

Seda un lato, infatti, non è vero che un pezzetto di pane avvelena immediatamente il coniglio, è anche vero che alla lunga sostanze maldigerite, come nel caso di pane, grano, mais e altri cereali, irritano le pareti degli organi deputati alla digestione, creando uno stato infiammatorio delle pareti digestive che, col tempo, può cronicizzarsi e alterare la costituzione dei villi e del tessuto intestinale.

Potremo vedere un coniglio che ingrassa oltre misura per l’alterato metabolismo, mostrando segni evidenti di obesità, con le ripercussioni che ciò può comportare, come difficoltà a pulirsi ma, in primis, un appesantimento delle funzioni epatiche, difficoltà circolatorie, disfunzioni cardiache e renali, ecc.

È possibile inoltre vedere una seria difficoltà di assorbimento dei cibi, talora fino ad azzerarlo: il coniglio deperisce, spesso mostra fenomeni cronici di dissenteria inspiegabile, perdita di tono e forze, disidratazione, indebolimento, svogliatezza e stanchezza.


Per quanto riguarda i semi, invece, la durezza e la presenza in essi di oli fa sì che la dentatura, nel tentativo di morderli, scivoli su di essi, spesso creando attrito e resistenza tali che man mano i denti si spostano dalla propria sede naturale. Si crea in questo modo quella che tecnicamente viene definita come malocclusione, cioè una chiusura non coincidente tra l’arcata dentaria superiore e inferiore.

I conigli, così, non riescono più a macinare il cibo in modo corretto e i denti, non più allineati, non riescono più a consumarsi, crescendo oltre misura.

Purtroppo la crescita anomala dei denti comporta poi, a sua volta, tutta una serie di patologie di cui alcune molto gravi e serie, partendo da lesioni nell’apparato boccale, fino ad ascessi e osteomieliti per i danni provocati anche dall’alterazione delle rispettive radici, fino al blocco intestinale causato dalla cattiva digestione del cibo mal masticato.

Per le motivazioni in precedenza esposte appare chiaro che anche pane secco e biscotti, che un tempo si credeva fossero adatti ad aiutare il consumo della dentatura del coniglio, raggruppano in sé, invece, gli effetti collaterali uniti sia dei creali di cui sono composti, sia dei semi in quanto la durezza e la consistenza scivolosa portano i denti a slittare su di essi nel tentativo di rosicchiarli con conseguente spostamento della dentatura dalla propria sede naturale.


È evidente, quindi, che da una alimentazione non corretta discendono una serie di problematiche e patologie che, anche quando non letali, conducono il nostro piccolo a inutili sofferenze che altrimenti avrebbero potuto essere evitate.


Alimentiamo pertanto i nostri piccoli in modo corretto, con tanto fieno, verdure fresche e un po’ di frutta e, quando vogliamo dare dei remi, regaliamo loro qualche chicco di uvetta, di ribes o altro frutto disidratato e, qualora vi fosse necessità di un maggior apporto energetico, incrementiamo pure l’alimentazione con pellettati a base di erba e fieno essiccato, con la minor percentuale possibile di cereali.

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